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IL SUD PROTAGONISTA ALLE PROSSIME ELEZIONI: MICALI PRESENTA LA PROPRIA CANDIDATURA ALLA FIBS
Ci siamo, da oggi, inizia il nostro percorso, un cammino di un gruppo di persone che intende cambiare il corso di una disastrosa stagione durata troppo e che troppi danni ha arrecato al nostro movimento.
La mia candidatura matura da un confronto interno, in seno al gruppo di persone che già a Bellaria aveva denunciato con estrema chiarezza lo stato di disaggio del batti e corri italiano.
È obbligo fare le presentazioni anche perché non mi piacerebbe passare come l’ultimo arrivato nella famiglia del Baseball e del softball italiano. Sono Nino Micali, da 42 anni milito nel mondo del baseball e nel mio piccolo cosi come tanti tecnici e dirigenti ho contribuito e contribuisco ancora oggi a dare linfa ai nostri sports .
Il baseball mi ha stregato sin dall’età di 8 anni e da allora non ho mai smesso.
in questa federazione ho svolto il ruolo di giocatore, tecnico, dirigente presidente di società ricoprendo anche ruoli istituzionali sia in campo tecnico che dirigenziale. Attività che ho svolto sia per il baseball che per il softball
Mi occupo di management Sportivo. Il mio lavoro è lo sport, organizzo e produco economia con lo sport. Sono un funzionario universitario in staff ad una direzione che gestisce per conto dell’università di Messina gli impianti sportivi della cittadella universitaria.
In questi mesi di dibattito che ci separeranno dal momento clou elettorale sarà difficile non entrare in polemica con la dirigenza uscente. Lo scontro comunque non dovrà assolutamente trarvi in inganno su quello che sono e saranno le nostre, le mie intenzioni:
vogliamo proporre un modello di federazione e di sviluppo dei nostri sport diverso da quello che ci è stato offerto in questi ultimi anni.
Per questo ho deciso di intraprendere una campagna elettorale lunga e faticosa.
Cambiare è possibile. Determinare un’inversione di tendenza al declino attuale è diventata un’impellenza.
A qualsiasi livello ci hanno fatto credere di risolvere i problemi dei nostri sports portando avanti progetti e modelli che si rifanno sempre a dinamiche assurde e megalomani, mentre si sta perdendo di vista l’origine che alimenta il baseball ed il softball Italiano. Il batti e corri femminile e maschile in Italia è sostenuto dal sacrificio e dalla passioni di pochi. Cresce e si autoalimenta nelle piccole provincie lì dove il lavoro minuzioso di pochi appassionati da vita a volte a risultati incredibili. Ed ecco che realtà come la provincia emiliana e lombarda al nord, Nettuno al centro e Paternò al sud rappresentano quel sub strato che fa forte il nostro movimento. Liddi non è venuto fuori da un vivaio di una società di una grande città, ma da San Remo, e cosi Imperiale a Nettuno e prima ancora Castri e Giggi Carozza da Matino; sono tanti gli esempi che ci dovrebbero fare riflettere. Ecco da dove voglio iniziare, dalle piccole cose: piccoli passi per grandi progetti. Si deve invertire questa politica catastrofica che ci sta portando sempre più in basso.
Il movimento non ha bisogno di yes man e grandiosi fumosi progetti ma di uomini e donne portatori d’idee e d’interesse, perché solo così riusciremo a rilanciare e dare dignità ai nostri sport.
La nostra mission, si, è quella anche di riempire gli stadi di pubblico, ma dobbiamo anche riempire gli stadi di buoni giocatori italiani, perché solo cosi potremo attrarre pubblico. E questo si può fare solo se iniziamo a puntare sui nostri giocatori e saranno loro con i loro amici, familiari e parenti a riempire gli stadi cosi com’era una volta.
Oggi i primi a fuggire dagli spalti sono proprio quelle persone che hanno calcato i campi, deluse da questa federazione e dai tanti personaggi che mortificano quotidianamente chi questo sport l’ha praticato quasi dalla nascita.
Non è demagogia né sentimentalismo il mio, ma lo dobbiamo ammettere che lì dove è mancato questo sub strato e la passione di chi ama veramente questo sport, si è fallito.
Passione appartenenza dovranno contraddistinguere chiunque voglia mettersi in gioco per costruire una nuova federazione. Per fare questo, bisogna innanzitutto eliminare ogni spreco e beneficio improprio a terzi, diretto e indiretto, spostare il denaro nella direzione del Baseball e del softball.
Eliminare tutto quello che è superfluo: meglio investire su una squadra di 20 bambini con un guantone in mano e un tecnico italiano che in commissioni che parlano del nulla perché è il nulla che queste commissioni hanno prodotto.
I nostri progetti di sviluppo avranno un inizio e una fine certa, dovranno essere misurabili e trasparenti, con responsabilità precise e giudicabili.
I progetti proposti, i numeri prodotti da questa federazione, da questa dirigenza, sono sotto gli occhi di tutti, non hanno portato nulla al movimento se non una falsa e misera campagna pubblicitaria autoreferenziale, onestamente fatta anche male e con arroganza.
Non si possono imputare responsabilità del proprio fallimento ad altri e addurre ad esempio il fallimento dell’IBL alla MLB che temporeggia o alle società che non hanno saputo raccogliere l’opportunità che la federazione ha offerto loro.
Il progetto IBL era ed è un progetto di questa federazione e di questo presidente e se qualcuno ha fallito chi ha fallito è il presidente in quanto unico responsabile di questo disastro.
Non un dollaro è arrivato nelle tasche delle società che si sono buttate a testa bassa nel progetto IBL, oggi quel progetto è fallito, finito.
A questo video intervento ne seguiranno altri. Questo è il primo. Man mano vi comunicheremo le nostre intenzioni e come intendiamo agire e a che cosa vogliamo dare valore. Seguiranno alcuni punti programmatici che devono venire fuori da un largo consenso, da un confronto serrato con tutto il mondo del baseball e del softball, sì perché non è nostra intenzione calare le cose dall’alto, faremmo lo stesso errore dei nostri predecessori.
Attenzione questo non vuol dire che cambieremo le carte in tavola a seconda dove tira il vento. Noi non faremo la politica dei pulcinella: presa una decisione, la porteremo sino in fondo, saranno i fatti e il movimento a giudicarci.
Per ultimo ma non per questo sarà l’ultimo dei provvedimenti che adotteremo quando e se saremo eletti, riguarderà la comunicazione e la sviluppo dei nostri sport. Dissentiamo molto dall’attuale impostazione. Anche qui bisognerà razionalizzare la spesa e capire quali sono le vere esigenze per il rilancio in termini d’immagini e sviluppo dei nostri sport. Comunque non sarà una comunicazione a senso unico, daremo voce a tutti e di certo non ci sottrarremo con atteggiamenti minacciosi e arroganti al confronto critico con la base.
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